Nelle imprese medio-piccole l'Organismo di Vigilanza è quasi sempre monocratico, e la discussione si ferma sul numero dei componenti. Il problema è un altro: se quell'organismo abbia poteri veri. Uno che riceve flussi, si riunisce e verbalizza non sta vigilando, sta documentando di esistere. Le condizioni che contano, i segnali di un presidio di carta […]
La direttiva 2026/470 alza le soglie della rendicontazione di sostenibilità e del dovere di diligenza e protegge i fornitori fino a 1.000 dipendenti. Ma le domande di clienti, banche e committenti non spariscono: cambia solo chi ha l'obbligo di porle.
L'anonimato è una condizione relativa, non una proprietà del dato: dipende dai mezzi ragionevolmente disponibili per reidentificare. E che un'informazione sia pubblica in rete non la rende disponibile per qualunque impiego. Consultazione aperta fino al 30 ottobre.
Le Linee Guida ANAC del novembre 2025 sono entrate in vigore senza periodo transitorio. La posta elettronica non è più una risposta accettabile, il gestore deve avere un sostituto, e il sistema disciplinare del Modello va aggiornato. Cinque domande da porsi adesso.
Mentre l'attenzione è sul disegno di legge di riforma, che non è in vigore, il catalogo dei reati presupposto si è allargato con quattro interventi già efficaci: animali, misure restrittive UE, agroalimentare, ambiente. Cosa comporta davvero per il modello organizzativo.
Il Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2026 ha approvato il disegno di legge che riscrive la responsabilità da reato degli enti: cade l'inversione dell'onere della prova, il modello organizzativo acquista un contenuto tipizzato. Cosa cambierebbe davvero, e perché non conviene rifare il modello adesso.





