Sabato sera, una festa, qualche bicchiere o una canna passata di mano. Poi qualcuno deve riportare la macchina a casa. È una scena che chiunque abbia vent’anni conosce, e che il codice della strada conosce altrettanto bene: gli articoli 186, 186-bis e 187, riscritti in parte dalla legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024.
Il punto che quasi nessuno ha capito è questo: per le sostanze stupefacenti la legge non guarda più a come ti senti. Basta averle assunte prima di metterti alla guida. E per chi ha meno di ventuno anni o la patente da meno di tre, anche per l’alcol il limite non è mezzo grammo per litro: è zero.
Alcol: tre soglie, tre conseguenze molto diverse
La regola generale è quella dell’art. 186: guidare in stato di ebbrezza è vietato. Cosa succede dipende dal tasso alcolemico accertato.
- Tra 0,5 e 0,8 grammi per litro. È un illecito amministrativo: una multa e la sospensione della patente da tre a sei mesi.
- Tra 0,8 e 1,5. Da qui in poi è reato. Oltre all’ammenda c’è l’arresto fino a sei mesi, e la patente viene sospesa da sei mesi a un anno.
- Oltre 1,5. Arresto da sei mesi a un anno, sospensione della patente da uno a due anni e confisca del veicolo. Se succede di nuovo entro due anni, la patente è revocata.
Tre dettagli che fanno la differenza. Se il fatto avviene tra le 22 e le 7, l’ammenda aumenta da un terzo alla metà: il sabato notte è esattamente la fascia oraria più cara. Se provochi un incidente, le sanzioni raddoppiano. E se rifiuti l’alcoltest, la legge ti tratta come se avessi superato la soglia più alta: stesse pene, sospensione della patente da sei mesi a due anni e confisca del veicolo. Rifiutare non è mai una scorciatoia.
Se hai meno di 21 anni, o la patente da meno di tre: tasso zero
L’art. 186-bis prevede un regime più severo per alcune categorie di conducenti. Tra queste ci sono i conducenti con meno di ventuno anni e chi ha la patente B da meno di tre anni, oltre a chi guida per professione autobus e mezzi pesanti.
Per loro il limite è zero. Un tasso anche solo superiore a zero e fino a 0,5 comporta una sanzione amministrativa, raddoppiata in caso di incidente. Oltre lo 0,5 si applicano le sanzioni dell’art. 186, ma aumentate: di un terzo nella prima fascia, da un terzo alla metà nelle due fasce penali.
Tradotto: la birra che per un quarantenne non conta, per un neopatentato vale già un verbale.
Stupefacenti: cosa è cambiato davvero
Qui la riforma del 2024 ha inciso in profondità. Prima, per condannare qualcuno, bisognava dimostrare due cose: che avesse assunto la sostanza e che fosse in stato di alterazione psicofisica al momento della guida. Oggi il reato si chiama «guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope», e lo stato di alterazione non è più un elemento del reato.
Come chiarisce la circolare del Ministero dell’Interno del 20 dicembre 2024, non esiste una soglia quantitativa: è sufficiente che le analisi di secondo livello sui liquidi biologici rilevino molecole della sostanza. Non c’è un «poco» che resti fuori.
Le conseguenze sono pesanti:
- ammenda e arresto da sei mesi a un anno;
- sospensione della patente da uno a due anni;
- con la sentenza di condanna o di patteggiamento, anche con la sospensione condizionale della pena, confisca del veicolo, salvo che appartenga a una persona estranea al reato;
- revoca della patente in caso di recidiva nel triennio o se hai provocato un incidente, e in quest’ultimo caso le pene raddoppiano.
Il controllo: cosa succede su strada
Gli agenti possono sottoporti a un primo test non invasivo, anche con apparecchi portatili. Se è positivo, o se c’è ragionevole motivo di ritenere che tu abbia assunto sostanze, possono prelevare un campione di saliva da far analizzare a un laboratorio certificato, oppure accompagnarti in una struttura sanitaria per il prelievo.
Se il risultato non è immediato ma il primo test era positivo, la patente può essere ritirata subito fino all’esito, per un massimo di dieci giorni. L’auto resta ferma: la guida qualcun altro in grado di farlo, oppure va in un’autorimessa a tue spese.
Poi interviene il Prefetto. Quando le analisi confermano l’assunzione, dispone una visita medica di revisione entro sessanta giorni e sospende la patente in via cautelare fino all’esito. Se la commissione ti giudica non idoneo, la patente è revocata e non puoi conseguirne una nuova prima di tre anni. Anche quando vieni ritenuto idoneo, la patente non torna quella di prima: la sua validità è ridotta a un anno, poi a tre, poi a cinque.
E il rifiuto? Rifiutare gli accertamenti è punito con le stesse pene previste per il rifiuto dell’alcoltest, e comporta comunque la visita medica e la sospensione cautelare.
Se la patente non ce l’hai ancora
È la parte che riguarda più da vicino i ragazzi. Se hai meno di ventuno anni, guidi senza patente e ti viene accertato il reato di guida dopo l’assunzione di stupefacenti, o il rifiuto degli accertamenti, non potrai conseguire la patente prima di aver compiuto ventiquattro anni. Se hai il foglio rosa, le stesse regole su sospensione e revoca si applicano all’autorizzazione a esercitarti, e non potrai ottenerne una nuova prima dei ventiquattro anni.
Tre, quattro, a volte cinque anni di attesa per una sera. Per chi deve raggiungere l’università, un lavoro o semplicemente vivere in un paese senza trasporti pubblici, è una conseguenza che pesa più della multa.
Il caso peggiore: quando qualcuno si fa male
Tutto quello che si è detto finora riguarda il semplice fatto di guidare. Se però da quella guida deriva la morte di una persona, il reato è l’omicidio stradale. Per chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5, o in stato di alterazione dopo aver assunto stupefacenti, la pena è la reclusione da otto a dodici anni. Per le lesioni gravi o gravissime, da tre a cinque anni e da quattro a sette.
Per questa aggravante, a differenza del reato di guida, la legge richiede ancora la prova dello stato di alterazione. Ma a quel punto la distinzione tecnica conta poco, per chi è coinvolto.
Dopo una condanna: alcol zero sulla patente
Per chi viene condannato per guida in stato di ebbrezza nelle due fasce penali, la patente riporta i codici europei 68 «niente alcool» e 69, che limitano la guida ai veicoli dotati di alcolock, il dispositivo che impedisce di avviare il motore se il tasso alcolemico è superiore a zero. Le prescrizioni durano almeno due o tre anni, secondo la fascia. Le caratteristiche tecniche del dispositivo e le modalità di installazione sono state definite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 162 del 2 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio 2025.
Come tutelarsi davvero
La tutela migliore è banale e funziona sempre: non guidare. Ma ci sono anche cose concrete da sapere.
- Decidete prima chi guida. Non a fine serata: prima di uscire. Chi guida non beve e non fuma, punto.
- Non contare sul «mi sento lucido». Per gli stupefacenti la legge non misura come ti senti, ma cosa trova nelle analisi.
- Neopatentato o under 21? Il limite è zero. Anche un solo bicchiere può costare un verbale.
- Non rifiutare l’accertamento pensando di evitare guai: il rifiuto è trattato come la violazione più grave.
- Non salire in macchina con chi ha bevuto o fumato. Il rischio, in quel caso, non è il verbale.
- Se ti fermano e il test è positivo, non firmare dichiarazioni che non hai capito e rivolgiti subito a un avvocato: i tempi degli accertamenti, la regolarità degli strumenti e la correttezza della procedura sono aspetti tecnici che vanno verificati sugli atti.
- Chiedi se il lavoro di pubblica utilità è un’opzione. Per la guida in stato di ebbrezza, a determinate condizioni, la pena può essere sostituita con un’attività non retribuita in materia di sicurezza stradale: se svolta positivamente, il reato si estingue, la sospensione della patente si dimezza e la confisca viene revocata.
Una riflessione per chi ha vent’anni
Queste regole vengono spesso raccontate come un accanimento. Si possono discutere, come ogni legge, e nei singoli casi c’è spazio per una difesa anche molto tecnica. Ma il messaggio che il legislatore ha voluto dare è chiaro: la strada non è il posto in cui si misura quanto si regge.
La patente, a vent’anni, è libertà di movimento, lavoro, indipendenza dai genitori. Perderla per tre anni, o non poterla prendere fino a ventiquattro, cambia la vita molto più di quanto sembri alle due di notte. Una telefonata a un amico, un taxi, un posto per dormire: costano sempre meno.
Il presente contributo ha finalità esclusivamente informativa, dà conto del quadro normativo alla data di pubblicazione e non costituisce parere legale sul caso concreto. Ogni situazione va valutata sugli atti del procedimento.
Fonti: decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), artt. 186, 186-bis e 187; legge 25 novembre 2024, n. 177; Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, circolare del 20 dicembre 2024 sulle prime disposizioni operative della legge n. 177/2024; codice penale, artt. 589-bis e 590-bis; decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 162 del 2 luglio 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2025).


