Del decreto 160/2026 si è raccontato il riconoscimento facciale. Per le imprese conta il secondo Titolo: nasce un reato che può essere contestato anche a chi il sistema di intelligenza artificiale si è limitato ad acquistarlo, e due fattispecie entrano nel catalogo dei reati presupposto. Senza alcun periodo transitorio.
Dal 10 ottobre 2025 diffondere senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'intelligenza artificiale è reato, punito fino a cinque anni. Chi rischia, quando si procede d'ufficio e le prime cose da fare se ne sei vittima.
Provvedimenti disciplinari e licenziamenti non potranno essere adottati unicamente sulla base di un trattamento automatizzato. Il divieto non riguarda i robot: riguarda chi ha affidato a un software il pezzo decisivo della valutazione.
Arriva l'intelligenza artificiale nel catalogo dei reati presupposto e tutti scriveranno che i Modelli vanno aggiornati. Il punto è un altro: un algoritmo che ordina i fornitori tocca la corruzione, uno che filtra le candidature tocca il lavoro. Quei reati sono già nel catalogo, e il Modello che non censisce i sistemi in uso è […]
L'anonimato è una condizione relativa, non una proprietà del dato: dipende dai mezzi ragionevolmente disponibili per reidentificare. E che un'informazione sia pubblica in rete non la rende disponibile per qualunque impiego. Consultazione aperta fino al 30 ottobre.




